NUOTO
Riccardo Tempestini, Medaglia d’oro Universiadi (come C.T. pallanuoto)
C’è chi in acqua ci nuota, chi ci si tuffa, chi ci danza, chi ci gioca con una palla. Chi lo fa per sport, chi per diletto. Chi in piscina chi in mare. Tutti accomunati dalla consapevolezza di non poterne fare a meno perché amano l’acqua, non ne conoscono l’esatto motivo ma sanno che questo amore è dentro di loro: stare in acqua rende felici perché, lo dice la scienza, il colore blu di questo elemento genera sentimenti di euforia, gioia, benessere, gratificazione…..
Nuotare è libertà, che tu voglia fendere la docile increspatura di una piscina o che tu tenti di domare le onde del mare. Nuotare è fantasia, tutto infatti ti puoi permettere di immaginare e sognare mentre prono percorri avanti e indietro la vasca ricalcando fedelmente quella compagna odiata ed amata striscia blu; oppure mentre disteso sul dorso ti incanti, come ipnotizzato, a fissare un vecchio soffitto incrostato di umidità o ti fai abbacinare dai raggi dell’estate. Nuotare vuol dire essere sospeso, trattenuto, cullato, schiaffeggiato, vuol dire dominare e allo stesso tempo essere dominato dall’elemento più naturale che esiste, dal fluido primordiale, dalla tua stessa essenza.
Nuotare implica avere tempo, poter riflettere, essere solo con il mondo, ossimoro che ti può obbligare a percorrere e ripercorrere la tua vita oppure con meno impegno e molto più semplicemente a canticchiare il motivetto del momento.
Nuotare è silenzio ovattato di una realtà che sembra appartenere a un’altra dimensione. Nuotare è godere nel sentire le braccia piene di acido lattico che ti urlano che sei sano e vivo.
Nuotare è liberarsi e librarsi perché l’acqua per le braccia è come l’aria per le ali.
Nuotare è mattonelle sbreccate, piani vasca scivolosi, spogliatoi fatiscenti, odore di cloro che ti impasta il cervello, brividi di freddo o di adrenalina per esserti lanciato una sfida personale nel tentativo di raggiungere quel risultato che con la stessa facilità ti porterà a sentirti invincibile quanto piccolo piccolo.
John Jerome scriveva “… nuotare è una faccenda fra me e l’acqua e nient’altro. Nell’istante in cui l’acqua mi avvolge, io sono solo, e grato di esserlo.”
