Lo SPORT come MEDICINA: la riflessione del Consigliene Nazionale Franco Del Campo
“La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe.”. Sono parole –“sante”- che il nostro Presidente, Sergio Mattarella, ci ha detto nel suo messaggio di fine anno. Sono parole che affollano la mia testa da tanto tempo e che ritengo importantissime: lo Sport come “farmaco” contro la violenza e le droghe, per i giovani, ma non solo. Lo Sport, insieme alla Scuola -anche se tra di loro dialogano poco e male- sono o dovrebbero essere le due gambe sulle quali far camminare e crescere le nuove generazioni. La Scuola, e da un po’ di tempo anche lo Sport, hanno dignità costituzionale, e il Presidente Mattarella, nel suo discorso, breve, bello, chiaro e profondo, ha inserito lo Sport in una sintesi preziosa della nostra Storia, dal Risorgimento alla Resistenza alla nostra contemporaneità. Così ha dato sostanza alle parole di Piero Calamandrei, quando esortava proprio i giovani (1955) a dare forza alla Costituzione, perché, altrimenti diventa un pezzo di carta e se “lo lascio cadere e non si muove”. Lo Sport non è solo risultati, goal, televisione e titoli di giornale, numeri e classifiche. Lo Sport è e può essere una filosofia di vita che i giovani dovrebbero vivere consapevolmente, al di là dei risultati. Lo Sport diventa vita quando è Filosofia e Prassi. Lo Sport significa alzarsi presto alla mattina per andare ad allenarsi e solo dopo andare a Scuola; significa ritornare ad allenarsi prima di mettersi a studiare e solo dopo, finalmente, centellinare e godersi il poco tempo rimasto per riposarsi, o giocare, o divertirsi. Lo Sport ti fa alzare dal letto anche quando vorresti girarti dall’altra parte, e ti manda a faticare perché hai capito che senza fatica non ci possono essere risultati. Lo Sport ti insegna la percezione e l’importanza del Tempo, che non puoi mai sprecare, ma devi imparare ad organizzare nella tua vita e solo raramente puoi concederti un momento di vuoto, di vacatio o di vacanza, e quando succede, assai presto quegli allenamenti e quegli impegni ti mancano e ritorni a quel ritmo che molti possono considerare “infernale”, ma è fatto di disciplina ed impegno. E poi, naturalmente, ci sono le gare o le partite, che si vincono e spesso si perdono, ma insegnano sempre qualcosa per migliorarsi.
Il culmine dello Sport è la Nazionale, la maglia azzurra, da indossare con orgoglio e rispetto, senza dimenticare che la Nazionale, che seleziona per merito gli atleti migliori, è gli antipodi del nazionalismo, che è invece è negazione dei diritti degli altri in base all’esercizio della forza senza regole e rispetto. Regole e rispetto, invece, sono le fondamenta dello Sport. Ecco perché lo Sport è al tempo stesso democratico, lentamente, faticosamente e finalmente si è aperto a tutti, ed aristocratico, perché seleziona i migliori, in base ai risultati, ma senza privilegi di censo o di nascita.
E’ difficile, stavo per dire impossibile, che chi ha fatto seriamente lo Sport, aggredisca, porti un coltello in tasca, faccia violenza per un deformato senso dell’onore o di un orgoglio di origine tribale. Sarebbe interessante analizzare dal punto di vista sociologico la violenza degli “ultras”, per capire e quantificare quanti hanno fatto davvero Sport, con impegno e disciplina, indipendentemente dai risultati, invece di azzuffarsi con avversari che considerano “nemici”. Ecco perché lo Sport, giorno dopo giorno, diventa abitudine, comportamento, sistema di vita che forma il tuo carattere e così diventa Etica (ma questo, forse, meglio non dirlo in giro, perché qualcuno potrebbe spaventarsi).
franco del campo



