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Meritare Medaglie L’editoriale del Consigliere Nazionale Franco Del Campo

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Meritare Medaglie L’editoriale del Consigliere Nazionale Franco Del Campo

Ci meritiamo davvero le medaglie che lo Sport Azzurro ci sta “regalando” in questi giorni e che ci fanno girare la testa? Lo Sport, in realtà, non “regala” niente, perché dentro ogni risultato, a qualsiasi livello, c’è sempre tanta fatica, impegno e talento. Ma noi che guardiamo quei risultati in poltrona, senza fare alcuna fatica, salvo il movimento del pollice sul telecomando, ci meritiamo queste soddisfazioni, anche quando la medaglia può sfuggire per pochi centesimi di secondo, appena un soffio leggero? Noi ci riempiamo gli occhi e le orecchie di soddisfazione e ci sentiamo orgogliosi con poca fatica, perché facciamo il tifo per i nostri Azzurri. C’è il tennis, che non è solo Jannik Sinner, e vince singolari e doppi, femminili e maschili. Il calcio femminile, che ha riempito un’estate senza calcio (maschile) anche a chi non ama il calcio (maschile) ed è stato invitato dal Presidente Sergio Mattarella, che sa premiare anche la sconfitta e i quarti posti. C’è il volley, ancora una volta al femminile, guidato da quell’allenatore-filosofo, talmente bravo e profondo che, ben oltre allo Sport, mi piacerebbe vedere al governo dell’Italia intera. C’è la scherma, da sempre miniera di medaglie azzurre e dalla quale si pretende sempre di più, e poco importa se resta un mistero, per chi guarda, chi ha dato la prima stoccata. Da qualche anno, c’è anche il nuoto, tuffi compresi, che continua a riempirci di meraviglia e di medaglie, che a me sembrano ancora una incredibile magia. E tanti altri Sport. Ma noi ci meritiamo tutto questo? Per rispondere dovremmo allargare lo sguardo oltre lo schermo del televisore. Per indovinare il nostro futuro dovremmo guardare indietro, non tanto dentro le vite dei poderosi talenti che ci riempiono di orgoglio, ma dentro la miriade di vite di bambine/i ed adolescenti che li inseguono e vorrebbero imitarli, indipendentemente dai risultati che otterranno. Dentro la vita di quella miriade di bambine/i ed adolescenti ci sono soprattutto due mondi: la Scuola e lo Sport. Lo Sport, in realtà, come la Scuola, dovrebbe essere davvero obbligatorio per tutti, perché insegna -concretamente e non solo a parole- un’etica civile, costruita sull’impegno, la fatica, la disciplina e quel rispetto delle regole e degli avversari, senza i quali non si ottengono risultati, a qualsiasi livello. Insomma lo Sport, anche se spesso ce ne dimentichiamo, è davvero Scuola di civiltà. Lo Sport -come ha detto Simone Cerasuolo, neo campione del mondo nei 50 rana- si nutre di “etica del lavoro”. E invece, troppo spesso, il mondo della Scuola guarda lo Sport con una certa alterigia, con un senso di malcelata superiorità, perché dimentica che la maturazione globale, direi integralmente “umanistica”, alla Leon Battista Alberti, è sintesi tra mente e corpo. Quante volte ai professori -nonostante opportune circolari ministeriali- scappa di dire: “studia, non perdere tempo con allenamenti e gare”, oppure si interroga subito dopo gare di interesse nazionale. Certo, alla fine, i talenti emergono e vincono medaglie, sia quando vanno bene a Scuola sia quando se ne fregano, ma molto spesso è “nonostante” la Scuola. E allora, se vogliamo meritarci davvero quelle medaglie azzurre, ringraziamo quella miriade di bambine/i ed adolescenti che, anche grazie alle famiglie, mettono insieme ogni giorno ore di studio e ore di allenamento per diventare migliori e, così, migliorare tutti noi. 

Franco Del Campo

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