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Vittorio Seghezzi, gregario e campione 28/10/2019
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Si è spento Vittorio Seghezzi, classe 1924, ultimo supersistite della leggendaria Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia 1949 e indimenticato gregario di Gino Bartali nella vittoria del Tour de France del 1948. Anche lui, proprio come il suo capitano, è stato uno dei ciclisti della Resistenza in quanto componente di una staffetta partigiana. Il comandante, commendator Guidetti, era anche il suo presidente alla Ciclo Lombardo 1920, società con cui gareggiò a livello giovanile. Passò professionista alla fine del 1946 vestendo tante prestigiose maglie: Lygie, Edelweiss, Ganna, Bottecchia e Welter. Ha chiuso la carriera nel 1958 a seguito di un brutto infortunio. Tra i suoi piazzamenti personali di rilievo spiccano il terzo posto nella Marsiglia-Sanremo del Tour del’48 ed il secondo posto alla Tre Valli Varesine del’50. A livello di squadra resta nella memoria quel suo unico, mitico, Giro di Francia nel quale si guadagnò il soprannome di «El Diablo». «Mi spiace per Chiappucci, il primo diavolo sono stato io - ha sempre rivendicato -. Non c'era niente che potesse fermarmi: ho pedalato per 42 km con la sella in mano». Al rientro a Roma gli azzurri furono accolti dal presidente Einaudi e dall’onorevole Andreotti che li ringraziarono per l'apporto dato alla coesione sociale in quei difficili giorni successivi all'attentato subito d Togliatti. Uomo dai diversi talenti Seghezzi è stato un acclamato baritono e attore nel film Totò al Giro d’Italia. Stimato dirigente, fu direttore sportivo alla Faema per poi rilevare un maglificio a Nerviano che rifornì per anni tante società sportive.
Alla famiglia le condoglianze del Consiglio Direttivo e di tutta l'Associazione.