TRIESTE. Trieste Azzurra

Si è svolta nel mese di febbraio l’oramai trentennale manifestazione Trieste Azzurra, organizzata dalla locale sezione ANAOAI insieme al Comune di Trieste, con la fattiva partecipazione della segreteria CONI e di tutti i presidenti di Federazione. Per l’anno 2016 sono stati premiati ben 94 atleti. Un numero elevatissimo frutto della peculiare cultura sportiva mitteleuropea tipica del territorio. È noto infatti che Trieste è fin dagli inizi del Novecento una città ricca di tradizioni sportive, anche e soprattutto al femminile, e come sia anche un vivaio molto produttivo di tanti Azzurri che, all’apice delle loro prestazioni, sono attratti da sodalizi di tutta Italia più forti economicamente… purtroppo. Tale emissione di atleti impoverisce la città del fenomeno emulativo, e quindi almeno una volta l’anno l’ANAOAI riprende le fila citando tutti gli atleti azzurri triestini, iscritti o meno localmente, per indicare alle future generazioni positivi modelli da ricordare anche se lontani. È stato inoltre consegnato il “Premio Speciale 2016” alla squadra femminile della Pallanuoto Trieste, le affettuosamente chiamate “Orchette”, una squadra composta da giovanissime atlete, tutte triestine, che milita in Serie A2 entusiasmando con la sua fresca e scattante energia tutti gli affezionati. Il Trofeo “Atleti Azzurri 2016” è invece andato alla Pallacanestro Alma Trieste 2004, per l’entusiastico coinvolgimento di tutta la città da parte di una squadra che mantiene e vuol mantenere la caratteristica di compagine, per la maggior parte triestina, con l’inserimento dei giovani del proprio fecondo vivaio, e che rinverdisce i successi della pallacanestro, già grande fin dalle Olimpiadi di Berlino del 1936. Presente anche Abdon Pamich, primatista mondiale e olimpico, che nell’occasione ha presentato il volume “La grande avventura dello sport fiumano”, scritto a due mani con Roberto Roberti, Azzurro di pentathlon moderno e storico Segretario e curatore della rivista Magliazzurra, venuto a mancare pochi giorni prima della stampa di questo interessante libro nel quale il “generale” ha riversato parte della sua immensa memoria sportiva di quelle terre da lui così amate.

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